Sono 11 i vini del Lazio che quest’anno hanno ottenuto i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida Vini d’Italia di Gambero Rosso. Per quanto riguarda il 2023 molto hanno giocato i grandi cambiamenti climatici che, tra siccità e violente grandinate tardive, faranno ricordare ai vignaioli della regione quest’annata per l’estrema difficoltà nell’ottenere dei risultati positivi o almeno in linea con quelli degli scorsi anni. E ciò vale non soltanto per i produttori che lavorano in regime biologico o biodinamico, ma in generale per tutti i viticoltori del laziali. Nella nuova edizione 2024 della Guida del Gambero Rosso, in ogni caso, il Lazio si conferma fedele a sé stesso, perché da un lato riafferma la capacità di ottenere eccellenti risultati in tutta la regione, visto che 4 province su 5 hanno espresso almeno un Tre Bicchieri (ad eccezione del reatino che comunque ha mostrato una crescita qualitativa e di aziende), grazie all’uso di un numero di vitigni, sia autoctoni sia internazionali: dal bellone alla biancolella, dal cesanese al grechetto, fino al cabernet sauvignon, al merlot, alla grenache, al syrah e al viognier.


Dall’altro canto c’è una riconferma della cronica assenza d’identità territoriale, come dimostra il fatto che solo due sugli undici Tre Bicchieri sono a denominazione di origine nonostante si tratti di una regione che conta 27 Doc e 3 Docg. Quanto ai magnifici undici sono nell’ordine Ars Magna Viognier 2021 (Omina Romana), Biancolella Ponza 2022 (Antiche Cantine Migliaccio), Calanchi di Vaiano 2021 (Paola e Noemia D’Amico), Cesanese del Piglio Sup. Hernicus 2021 (Antonello Coletti Conti), Cesanese di Olevano Romano Sup. Silene (Damiano Ciolli), Fiorano Rosso 2018 (Tenuta di Fiorano), Habemus 2021 (San Giovenale), Montiano 2020 (Famiglia Cotarella), Poggio Triale 2021 (Tenuta La Pazzaglia), Radio Bellone 2019 (Casale del Giglio), Roma Rosso Ris. 2020 (Poggio Le Volpi). Fra i ritorni di quest’anno riguadagnano il massimo riconoscimento tre aziende, ovvero Coletti Conti, Ciolli e Tenuta La Pazzaglia, mentre per la prima volta nel club fa il suo ingresso l’azienda di Paolo e Noemia d’Amico.
Clara Ippolito
Credits Gambero Rosso

