Un riconoscimento atteso e meritatissimo quello attribuito alla Cucina Italiana divenuta, come noto, Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Tutti in coro nel mondo enogastronomico si sono rallegrati della decisione dell’UNESCO di iscrivere la nostra cucina nella prestigiosa Lista di quanto di eccezionale e di valore universale ci sia al mondo, anche in fatto di tradizioni culinarie. La Cucina Italiana riconosciuta nella sua interezza è divenuta così meritevole di protezione e conservazione per le generazioni future. All’unanime apprezzamento si è unita anche Federdoc, che ha sottolineato l’importanza del riconoscimento che così “valorizza l’identità nazionale compreso il ruolo delle Denominazioni d’Origine nella cultura italiana”, un’attestazione alla ricchezza di un sistema culturale unico al mondo, fondato su tradizioni, territori, saperi condivisi e un rapporto millenario con l’agricoltura.

Un merito conferito, Infatti, all’intera filiera agroalimentare italiana, cui ha contribuito non poco anche il vino a Denominazione d’Origine, parte integrante e inscindibile della nostra identità gastronomica, considerato che le Indicazioni Geografiche custodiscono da decenni la memoria dei territori, il lavoro delle comunità locali e un patrimonio di competenze che rende la cucina italiana un unicum culturale. A questo proposito pure Federdoc ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno profuso dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha sostenuto con determinazione la candidatura, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento di questo risultato storico”.

La decisione dell’UNESCO ” ha detto il Presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, “sancisce ufficialmente ciò che l’Italia e il mondo riconoscono da sempre, ovvero che la cucina italiana è un patrimonio culturale che racchiude storia, tradizione e identità. I vini a Denominazione d’Origine”, ha aggiunto, “ne rappresentano una componente fondamentale, perché sono espressione autentica dei territori e della loro capacità di conservare e innovare”. Naturalmente bisogna ricordare che tale titolo comporta una grande responsabilità per proseguire con rinnovato impegno nella protezione e promozione sia della cucina sia e del vino del nostro Paese.
Clara Ippolito
Credits Federdoc

