In principio era il Caffè, in Italia risalente al 700’, epoca in cui a Venezia aprì il famoso Caffè Florian, un luogo dove incontrarsi e socializzare davanti a una tazza della nera bevanda portata in Europa dagli Arabi. Calda e corroborante, amata e consumata col tempo da tutti i ceti sociali, inizialmente si sorseggiava in locali elitari, che avrebbero presto lasciato però il posto, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, ai Bar. Parola di origine anglosassone dall’etimo incerto, derivante dal concetto di “sbarra/barriera” indicante la separazione fisica tra chi serve e i clienti, concetto presente nei primi American Bar delle capitali europee. Questa premessa è solo un intrigante assaggio delle 232 pagine scritte da Domenico Maura, autore di Storia del Bar in Italia (gennaio 2025, Edizioni LSWR, € 32,90), un volume decisamente coinvolgente che parte dall’inizio del Novecento e arriva ai giorni nostri. Romano e appassionato fin da piccolo del mondo dei bar, Food and Beverage Manager del Grand Hotel Parco dei Principi & SPA, già consigliere e formatore per A.I.B.E.S, Maura dopo meticolose ricerche e interviste ha voluto mettere nero su bianco una sorta di vero e proprio viaggio nei bar italiani. Per i quali il periodo particolarmente rilevante risale agli anni Sessanta, quello della Dolce Vita e del Boom economico per intenderci, anni incredibili di crescita anche per questa tipologia di locale, che da quel momento si afferma sempre di più.

Basti pensare a Roma e a Via Veneto divenuti il centro del mondo con i propri grandi bar, importanti locali popolati da famosi barman e personaggi del mondo del cinema che frequentavano quei luoghi unici; allo stesso modo poi Milano, Napoli, Firenze e Torino sarebbero divenute città famose per i loro bar. Perché, alla fin fine, la storia del bar in Italia è la storia di un fenomeno sociale, di un luogo d’incontro magico dove personaggi importanti di tutto il Novecento hanno passato momenti unici, creando una connessione con i barman, divenuti depositari di segreti che non avrebbero mai rivelato a nessuno. Quindi leggere questo volume, corredato peraltro anche di ricette e racconti, è un modo di arricchire la conoscenza della nostra storia, che passa pure attraverso i bar. E come dice l’autore si tratta di “una lettura interessante per tutti, sia per gli appassionati di bar sia per i curiosi, che vogliono saperne di più su un settore che rappresenta una parte importante della nostra società e della nostra storia”.
Clara Ippolito

