I 75 ANNI DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA VITE E DEL VINO

75 anni racchiusi in un libro (Kellermann Editore, € 25,00) , uno scrigno di 192 pagine che raccoglie la storia dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Nata nel 1949 a Siena, oggi conta 554 membri nelle diverse categorie, in osservanza di quanto stabilito dallo statuto contemplante un numero chiuso, fatta eccezione solo per gli Accademici Onorari. Dieci lustri in cui l’AIVV ha patrocinato convegni, incontri scientifici e tecnici, organizzando ben 340 Tornate Accademiche, di cui 17 all’estero in Paesi europei ed extra-europei per affrontare le problematiche più attuali del comparto vitivinicolo posto spesso, con lo svolgimento di “Tornate itineranti”, in stretta relazione con gli specifici aspetti dei diversi territori viticoli italiani. Come ricorda l’attuale presidente dell’AIVV, Rosario Di Lorenzo, peraltro, “l’Accademia venne istituita con il compito di contribuire al progresso della viticoltura e dell’enologia, nonché di tutto il comparto vitivinicolo comprendendo, quindi, la valorizzazione e la tutela delle produzioni, gli aspetti storici, economici e legislativi del settore. la protezione dell’ambiente, del territorio e della salute del consumatore”. Scopi e obiettivi ancor oggi più che mai attuali alla luce delle sfide che il mondo del vino si trova ad affrontare. 

Rosario Di Lorenzo, presidente dell’AIVV

Naturalmente l’Accademia è da sempre impegnata anche “a promuovere e attuare studi, ricerche e dibattiti, a organizzare convegni, giornate di studio, corsi di perfezionamento sulle molteplici problematiche concernenti la vite e il vino; senza dimenticare di istituire premi per lavori scientifici e attività benemerite che contribuiscono al progresso scientifico e tecnologico del comparto vitivinicolo”. A far eco alle affermazioni del Di Lorenzo, nella prefazione al volume, Antonio Calò, presidente Emerito dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, sottolinea come l’AIVV “ha la responsabilità di tramandare alle future generazioni la conoscenza e l’importanza dei valori anche culturali che il vino trasmette e, non ultimo, un senso ben individuato di felicità che, come Leonardo da Vinci ebbe a dire, da noi gli homini dovrebbero nascere più felici e gioiosi che altrove et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”.
In questo bel volume sui 75 anni di vita dell’Accademia sono riportate, peraltro, sette brevi ma esaustive relazioni di alto valore, che raggruppano e affrontano tematiche affini con dei contributi culturali, scientifici e tecnici. Spazi preziosi icui si riferiscono le parole di Lamberto Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini, che ha scritto come “il contributo degli accademici sarà cruciale nel migliorare la vitivinicoltura del domani, specialmente di fronte a problematiche inedite come il cambiamento climatico e i suoi effetti sull’ambiente”.
A fargli eco le affermazioni di Massimo Vincenzini, presidente dell’Accademia dei Georgofili, che ha evidenziato “il ruolo di rilievo dell’AIVV nella valorizzazione del vino italiano, in Italia e all’estero”. Arricchiscono l’opera editoriale, inoltre, i contributi di Angelo Costacurta su I vitigni ad uva da vino, di Oriana Silvestroni, con Le innovazioni delle tecniche colturali del vigneto, Michele Borgo con Le conoscenze delle ampelopatie, Diego Tomasi con i suoi Ambienti e paesaggi viticoli, temi affiancati da molti altri importanti e illustri apporti.

Clara Ippolito

https://www.aivv.it

Credits AIVV

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Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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