MANUALE DI CONVERSAZIONE SUI GRANDI VINI DOLCI 

Il gusto dolce è uno tra quelli più importante della nostra vita: è la sensazione che ci fa alzare la mattina e che ci fa concludere degnamente un pasto, quella che non ci fa rinunciare a un gelato d’estate perché pensiamo ci rinfreschi, quello che desideriamo quando siamo sotto stress o quando vogliamo premiarci. Per questo e molto altro non poteva concludersi al meglio di così la serie dei Manuali di conversazione di cui è autore Andrea Gori, vale a dire con un volume sui grandi vini dolci. E anche questa volta, non si è risparmiato, dedicando spazio a quasi tutte le regioni d’Italia, senza dimenticare ovviamente i Sauterns e molti altri vini europei, tra Germania, Austria e Ungheria. Appartenente alla quarta generazione di ristoratori a Firenze con la Trattoria da Burde, è il primo a occuparsi di vino, tanto da fondare nel 2009 Dissapore.com e, poi, Intravino.com. creando quindi, nel 2015, God Save The Wine, il più longevo festival sul vino, divenendo anche uno Youtuber antelitteram con milioni di visualizzazioni, stabilmente collocato nella top ten mondiale dei personaggi più influenti nel settore, unico eno-scrittore aumentato con l’Intelligenza Artificiale.

In una parte delle 192 pagine di questo libro, edito da Trenta Editore (15,00 Euro), tanto per dare un assaggio al lettore, Gori spiega come per decenni il Vin Santo sia stato relegato al solo abbinamento con i cantucci toscani o ai biscotti secchi alle mandorle da inzuppare nel vino; di certo un matrimonio felice, nonché assai comodo per i ristoratori che potevano sfruttare biscotti non sempre freschissimi ma molto riduttivo e piuttosto umiliante per un vino così complesso. Lui, invece, qui ne esalta per esempio la combinazione con i Formaggi stagionati quali un Parmigiano Reggiano di 36-48 mesi; un classico, del resto, data la sapidità cristallina del formaggio, la sua granulosità, le note di frutta secca sviluppate con la stagionatura che vanno a nozze col Vin Santo suo compagno ideale. Solo un esempio di abbinamento che racconta la tradizione dell’Emilia e della Toscana in perfetta simbiosi, insomma un’anticipazione perfetta del resto del contenuto del volume. Assolutamente da leggere.

Clara Ippolito

http://www.trentaeditore.it

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Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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