WORLD BEER AWARD 2020, AI MASTRI BIRRAI UMBRI TRE MEDAGLIE

Le birre artigianali di Mastri Birrai Umbri hanno conquistato tre medaglie al World Beer Award 2020. Il premio Country Winner, il più prestigioso, è stato assegnato alla migliore birra italiana, la Cotta 68 che rientra nella categoria Best Pale Belgian Style Tripel”; la Cacao Porter della categoria Best Flavoured Chocolate&Coffee ha meritato una medaglia di bronzo, così come la Cotta 21 appartenente alla categoria Best Label Design. Un altro grande successo per il marchio brassicolo di casa Farchioni, nei cui prodotti si fa largo uso di materie prime locali spesso auto-prodotte e auto-trasformate, come nel caso dell’orzo maltato presso MIA (Malteria Italiana Artigianale), impianto di ultima generazione annesso al birrificio.


Peraltro, i World Beer Awards sono i premi globali che selezionano il meglio tra tutti gli stili riconosciuti a livello internazionale, premiando le migliori birre del mondo e promuovendone la conoscenza tra i consumatori di tutto il globo. Il concorso fa parte dei World Drinks Awards che prevedono due grandi filoni distinti di riconoscimenti: quello che seleziona il miglior gusto e l’altro che valuta l’eccellenza del design.
“Una giuria internazionale super qualificata ha identificato le migliori birre in ciascuna delle nove categorie di questa edizione 2020”, racconta Marco Farchioni, manager di Mastri Birrai Umbri. “Sono state iscritte più di 2.200 birre da più di 50 Paesi. I giudici hanno assaggiato alla cieca e valutato le voci in tre round di valutazione. Tanti importanti concorrenti e una giuria selezionata e oggettiva: siamo felici di essere stati premiati in un concorso così scrupoloso e prestigioso. Ci sentiamo, per questo, un po’ degli ambasciatori non solo del nostro territorio umbro ma dell’Italia intera. Abbiamo dato il nostro contributo nel dimostrare che la birra artigianale italiana, e in particolare quella da filiera agricola, sta compiendo passi da gigante. Infatti, grazie all’uso dei magnifici frutti delle nostre terre e alla perizia e sensibilità dei nostri tecnici, come il nostro head brewer Michele Sensidoni, i birrifici artigianali italiani possono ormai, sempre e ovunque, competere alla pari con aziende internazionali di più antica tradizione”, conclude.

La birra artigianale Cotta 68 dei Mastri Birrai Umbri
La birra artigianale Cotta 68 dei Mastri Birrai Umbri


Di solito tutte le degustazioni del concorso si svolgono di persona, con i giudici che si riuniscono in tutto il mondo, ma quest’anno la pandemia ha rivoluzionato l’organizzazione. È stata una vera e propria sfida, perché invece di portare i giudici in un luogo per assaggiare le birre questa volta migliaia di bottiglie di birra – coperte e rese tutte opportunamente anonime – sono state spedite ai giudici nei diversi angoli del mondo: in Europa, Asia, Canada e Brasile. “I giudici poi hanno assaggiato le birre a casa e si sono collegati per ciascuna sessione su Zoom”, spiega Adrian Tierney-Jones, presidente dei World Beer Awards. “I vincitori di quest’anno ai World Beer Awards dimostrano la verve e la vitalità dei birrai e delle loro meravigliose birre in tutto il mondo e vorrei ringraziare i giudici nel Regno Unito, Germania, Nord America, Giappone, Brasile per la dedizione e la professionalità che hanno dimostrato soprattutto in questi tempi difficili”.

Calici per la degustazione delle birre


“Oltre alla qualità del gusto è stata giudicata anche l’eccellenza del design”, dice Felicity Murray, fondatrice di TheDrinksReport.com nonché capo della giuria che ha valutato il design. “È sempre piacevole vedere molti fantasiosi design di etichette e quest’anno non ha fatto eccezione; i giudici sono rimasti particolarmente colpiti dal numero crescente di marchi di birra che si allontanano dalla norma con nuove idee creative capaci di distinguersi”. E, anche in questo caso, Mastri Birrai Umbri si è distinta grazie al design della sua Cotta 21. I ritratti del tris di birre premiate vedono la Cotta 68, ispirata alla tradizione belga, come una birra doppio malto artigianale bionda, non filtrata e non pastorizzata, rifermentata in bottiglia, realizzata con puro malto di orzo di casa Farchioni: il colore è di un giallo intenso, naturalmente velato, con riflessi color miele, schiuma bianca e persistente, con le note fresche ed erbacee dei luppoli aromatici e quelle maltate e mielate dei malti speciali. All’assaggio regala note intense di malto d’orzo e caramello, bilanciate dall’amaro del luppolo e con importanti sentori di frutta matura. Finale persistente e complesso.
La Cacao Porter creata secondo la ricetta del famoso stile anglosassone e prodotta con malti speciali tostati e torrefatti, lievito da alta fermentazione e le migliori fave di cacao selezionate da esperti intenditori, ha un colore mogano con riflessi bruni, la schiuma color nocciola fine e persistente; l’aroma è complesso, con note di cioccolato fondente, cacao e liquirizia, il gusto abboccato e dolce, caratterizzato dal cacao e dai malti torrefatti, con un tocco di acidità che offre equilibrio e godibilità alla beva.
Ultima, ma non ultima, la Cotta 21, birra speciale bionda non filtrata e non pastorizzata, rifermentata in bottiglia, prodotta con il metodo dell’alta fermentazione,frutto della selezione dei migliori farri italiani e dei migliori malti. Di colore biondo e velato ha una schiuma persistente e compatta, mentre l’aroma è ricco di sentori agrumati, note speziate e di frutta estiva. Il gusto delicato e morbido del farro è accompagnato dalle note erbacee del luppolo. Non resta che assaggiarle.

Clara Ippolito

https://www.mastribirraiumbri.com

Credits Mastri Birrai Umbri

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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