SPARKLE 2019, LA GUIDA AI MIGLIORI SPUMANTI D’ITALIA

È appena stata presentata Sparkle 2019, la guida ai migliori spumanti d’Italia edita da Cucina & Vini. Diventato nel tempo un vero e proprio vademecum – irrinunciabile per chi vuole avvicinarsi a un mondo sempre più articolato – dà conto del meglio che c’è sul territorio nazionale in fatto di bollicine.

Calici di spumante
Calici di spumante

“Per la maggior vocazione spumantistica si confermano Franciacorta, Trento, Alta Langa, Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene, Alto Adige, Oltrepò Pavese e Roero Arneis, a cui si aggiungono realtà che ormai da diversi anni garantiscono etichette top level”, spiega Francesco D’Agostino, direttore responsabile di Cucina & Vini e curatore della guida Sparkle. Settanta sono in tutto i campioni che non temono il confronto con i migliori spumanti del mondo, un parallelo che trova conferma anche nei dati relativi al consumo estero, testimonianza evidente di un comparto che gode di ottima salute e, soprattutto, in costante crescita. Il vino spumante italiano nel primo semestre di quest’anno è stato esportato, infatti, per 651 milioni di euro, segnando un aumento vicino al 14% rispetto al primo semestre del 2017.

Degustazione di bollicine durante la presentazione della guida Sparkle
Degustazione di bollicine durante la presentazione della guida Sparkle

“Ed è proprio sull’onda di tale crescita che in altre zone d’Italia si sta dando vita a una produzione spumantistica che possa avere grande appeal oltre confine, come ad esempio lo Spumante Garda Doc, gli Spumanti d’Abruzzo Dop e Novebolle Romagna Doc Spumante”, chiarisce ancora D’Agostino. Insomma, è una guida da avere a portata di mano, prezioso strumento specie a ridosso delle feste di fine anno, che aiuta validamente a districarsi nella scelta delle bollicine tricolori.

Clara Ippolito

www.cucinaevini.it

Credits: Cucina&Vini

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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