PRALINEH! SPES 1970, IL GUSTO DELLA SOLIDARIETÀ

Siamo entrati ufficialmente nel vortice delle ghiottonerie natalizie, quindi, anche in quello del cioccolato, un universo onnipresente quando si tratta di festeggiare. Ma, come si sa, c’è cioccolato e cioccolato.

PraliNEH!
PraliNEH!

Quello di Spes 1970, nella fattispecie, è doppiamente buono perché coniuga la bontà e la qualità dei suoi prodotti, conferendogli un’anima etica e solidale.
Spes 1970 è, infatti, una cooperativa sociale di Torino che impiega giovani e persone socialmente fragili, offrendo loro un’opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. La bruna delizia diventa così un mezzo di riscatto, di crescita, di recupero e di dignità personale per carcerati, ex carcerati e persone in difficoltà.

Solidarietà
Solidarietà

Tra la vasta gamma di prodotti dolciari di Spes1970 spiccano, peraltro, le PraliNEH!, i famosi gusci di cioccolato ripieni, tipici della tradizione dolciaria torinese, lessicale golosità che ricalca uno degli intercalari piemontesi più famosi.
La varietà di gusti per soddisfare tutti i palati va dal cioccolato fondente al cioccolato bianco e al latte, dal torroncino al caffè, dallo zabaione alla nocciola, dal pistacchio ai baci ripieni. Un tripudio di colore, dolcezza e sapori, insomma.
Le PraliNEH! di Spes 1970 sono disponibili in diversi formati, da 50, 100, 180 e 320 grammi. Una grande idea per un regalo di Natale che fa bene sia al gusto sia al cuore.

Clara Ippolito

www.cioccolatospes.it

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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