AMORBIMBI. UNA FARINA PER UN GRANDE CAMBIAMENTO

In principio c’era il grano. Poi venne la farina, quella buona, dei mulini di una volta. E dei mugnai. Un mestiere antico quanto importante, termine desueto nel vocabolario attuale, che forse pochi conoscono ancora. Passato di moda con l’avvento dell’industria molitoria, fortunatamente da qualche tempo è stato riscoperto (specie durante il primo lockdown), tornando alla ribalta grazie soprattutto ad alcune realtà sopravvissute, cha hanno investito forze ed energie nel proprio lavoro e nel relativo progetto di vita.
Questo è quello che ha fatto, per esempio, Molino Moras, un’impresa familiare attiva a Trivignano Udinese dal 1905, da quando cioè il capostipite Giacomo Morassi iniziò un’avventura protrattasi fino a oggi: tramandatasi di generazione in generazione, l’azienda custodisce infatti gelosamente da 106 anni i segreti dell’arte molitoria, continuando a dar vita a farine di grano tenero artigianali e di alta qualità.
Fin qui la storia meno recente. Poi, nel 2010, arriva la svolta di Nicoletta Moras, quinta generazione della famiglia, intraprendenza e genio tutto femminile, virtù che portano a trasformare le debolezze in punti di forza supportati dalla capacità di mettersi in gioco e di aprirsi a collaborazioni con figure esterne, fondamentali per perseguire l’eccellenza, obiettivo di sempre.

Nicoletta, Anna e Sara, le tre donne del CdA della Molino Moras
Nicoletta, Anna e Sara, le tre donne del CdA della Molino Moras

La ristrutturazione del processo produttivo, l’organizzazione amministrativa, la presenza delle figlieAnna, responsabile R&S (che abbiamo intervistato, come potrete leggere mercoledì prossimo) e Sara, direttore Commerciale&Retail – insieme a valori quali l’etica, la dedizione, il rispetto di sé e degli altri, la cura dei clienti e della comunità, sono stati gli ingredienti che hanno realizzato il cambiamento auspicato. Tra le varie ed eccellenti tipologie di farina prodotte, novità delle novità aziendali, è oggi Amorbimbi, una farina di grano tenero (forte – 300 W), creata dal molino friulano con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità per rispondere alle esigenze dei bambini sopra i tre anni di età, ma adatta anche agli adulti.

Pacco di farina AmorBimbi

Un prodotto rivoluzionario, studiato per un’alimentazione dedicata e consapevole, certificato dall’ente imparziale DNV GL con una riduzione dell’80% di micotossine (contaminanti di origine naturale presenti nel grano e nella farina che possono provocare alcune intossicazioni alimentari, ndr) rispetto al limite massimo fissato per legge dall’Unione Europea; certificata zero pesticidi e zero glifosato, è prodotta con grano italiano proveniente da un progetto di filiera corta regionale, cui si aggiunge una nuova procedura certificata creata da Molino Moras, per cui ogni singolo lotto viene analizzato e ogni passaggio verificato con attenzione per garantire un alto livello di qualità e sicurezza alimentare della farina.
Una scelta imprenditoriale innovativa, responsabile e sincera nata per tutelare una fascia di consumatori sensibili che il mercato alimentare attuale ancora non considera adeguatamente.
Niente affatto trascurata la questione dell’impatto ambientale legato al packaging, come dimostra il sacchetto che contiene AmorBimbi, 100% plastic-free, realizzato in carta TERPAP® (naturale in pura cellulosa) proveniente da foreste sostenibili e certificate PEFC (Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale), saldato con colla ad acqua. La creatività dei disegni e dei colori che illustrano il processo per creare la farina è appannaggio degli studenti dell’Istituto universitario Isia di Roma. Disponibile nel formato da 500 grammi, si trova nei punti vendita Buteghe dal Mulin di Trivignano Udinese e UnSaccoMoras di Trieste oppure sull’e-commerce aziendale MoMo.

Clara Ippolito

www.molinomoras.it

Credits Studio Cru

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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