ANNA PANTANALI. QUANDO L’ARTE MOLITORIA È UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

Anna Pantanali, 34 anni, nella vita moglie, mamma, sorella, amica. Da sempre ha vissuto nell’azienda di famiglia ma solo nel 2010, dopo la laurea, inizia a costruire l’ufficio marketing di Molino Moras con lo scopo di farlo evolvere e migliorare. Dal 2020 è amministratore delegato della società e assieme alla sorella Sara, responsabile commerciale, rappresenta la sesta generazione di una famiglia di mugnai.

Ricordi legati al molino e alla farina.
In estate, il momento della raccolta e l’arrivo del frumento al molino erano fonte di immensa gioia, di divertimento e di energia; i miei fratelli, i miei cugini e io eravamo liberi di poter saltare, correre, nuotare in quel mare dorato di grano.
Quanto alla farina il ricordo è legato a una zia che, assieme a mia nonna, preparava il pranzo per tutta la famiglia. Rivedo le sue grandi mani che con maestrìa lavoravano gli ingredienti per fare gli gnocchi e lei che con cura certosina dava forma all’impasto, insegnadomi a usare lo strumento per rigarli: un atto d’amore e attenzione verso il cibo e i propri cari.

La farina al Molino Moras
La farina al Molino Moras

Quando entra per la prima volta nell’azienda di famiglia e in che ruolo?
Ho vissuto l’azienda fin da bambina. Il mio primo lavoro, infatti, quando andavo ancora all’asilo, era attaccare i francobolli sulle buste delle fatture. Dopo la laurea, nel 2010, sono entrata ufficialmente in azienda e ho creato l’area marketing, un lavoro che da sempre vivo come un insieme di attività che aspirano all’evoluzione e al miglioramento.

Nel 2010 arriva la svolta per mano di Sua madre, Nicoletta Moras, esponente della quinta generazione. Oggi la gestione è fortemente connotata al femminile (la mamma, lei e sua sorella Sara, alcune collaboratrici): è casuale che il cambiamento sia avvenuto grazie a una donna e prosegua con altre donne?
Credo fortemente nell’equilibrio di genere all’interno delle realtà aziendali e nell’equivalenza tra uomo e donna, perché le caratteristiche dell’uno sostengono e amplificano quelle dell’altro. Penso anche, però, che una guida femminile porti con sé una particolare sensibilità, accoglienza e apertura, caratteristiche che migliorano alcune dinamiche, soprattutto quando si parla di socialità, inclusione e abilità di gruppo. Le donne, inoltre, hanno un’attitudine naturale al cambiamento e una creatività tali da far credere di poter raggiungere un risultato, anche quando questo può sembrare impossibile.

Quando e perché Le è venuta l’idea di produrre una farina innovativa come Amorbimbi?
AmorBimbi racchiude in sé chi siamo e riesce a esprimerlo al meglio. L’idea è corale ed è frutto di scelte imprenditoriali già esistenti da tempo (farine con basso contenuto di contaminanti) e di collaborazioni preziose, come quelle con la nostra tecnologa Stefania Marzona, il tecnico molitorio Maurizio Monti e, successivamente, il dott. Brera dell’Istituto Superiore di Sanità. Insieme a forze già presenti in azienda e a bandi di finanziamento regionali hanno portato a questa farina innovativa: l’entusiasmo si è alternato a momenti difficili, ma non abbiamo mai smesso di crederci. Peraltro, l’idea di creare un prodotto per tutelare maggiormente questa fascia di consumatori è cresciuta ancor più quando sono diventata mamma ed esprime tutti i valori in cui crediamo: sicurezza, condivisione, consapevolezza, rispetto.

Anna Pantanali, Amministratore delegato di Molino Moras

Com’è nata la collaborazione con l’ISS e chi l’ha supportata tecnicamente nell’impresa?
La collaborazione è nata a seguito di un incontro tra Molino Moras e il dott. Carlo Brera, uno dei massimi esperti internazionali di micotossine. In azienda erano attivi due fronti: da una parte Claudio, responsabile di produzione, la responsabile del nostro laboratorio interno, i consulenti tecnici, Maurizio e Luca Monti, per i processi di campionamento, analisi, pulizia, procedure e controllo; e dall’altra io, quale responsabile del progetto di ricerca, la mia collega Roberta e il Boss (così chiamiamo mia madre in azienda) per gli accordi, il contratto, la suddivisione delle fasi di lavoro e le relazioni tecniche. La dott.ssa Marzona ha supportato i vari ambiti aziendali per un efficace e strutturato coordinamento.

AmorBimbi è una farina con l’80% in meno delle micotossine consentite dal regolamento Ue, con zero pesticidi e glifosato, quindi perfetta per l’alimentazione destinata ai bambini con età superiore ai tre anni. Perché, a Suo avviso, c’è una normativa specifica riguardante i prodotti alimentari per la fascia 0-3 anni, mentre per la restante parte dell’infanzia no?
La mia opinione è che le normative siano un processo molto lungo e articolato. Credo che il legislatore abbia dovuto fare delle scelte e darsi delle priorità per cui, è stata rivolta un’estrema attenzione alla prima infanzia, 0-3 anni, in risposta alla necessità di tutelare e garantire la massima sicurezza alimentare alla fascia più fragile e delicata; il cui sviluppo psicomotorio e la crescita sono molto rapidi e influenzati da diversi fattori, fra cui l’alimentazione. Ritengo, quindi, ci voglia del tempo. Per parte nostra abbiamo voluto porci un ulteriore obiettivo, sapendo quanto il cibo abbia una funzione fondamentale nel percorso di crescita del bambino, che dai 3 anni inizia a consumare molti più prodotti e in quantità sempre maggiori.

La farina AmorBimbi

Il grano usato per produrre AmorBimbi viene da un’azienda agricola situata vicino a Molino Moras, quindi a km più che 0. Quando arriva in azienda, che percorso segue?
Al suo arrivo, il grano viene immediatamente campionato per un controllo preliminare, dopo lo scarico viene campionato nuovamente e il prelievo viene inviato al laboratorio esterno per la prima analisi. Solo a seguito del risultato delle analisi (adeguato ai nostri parametri) il grano viene pulito, condizionato, messo a riposo; successivamente, viene macinato e setacciato. La farina prodotta è campionata e, solo a ulteriore esito positivo delle analisi, AmorBimbi viene confezionata ed è pronta per essere destinata alla vendita.

Avete già delle ricette dedicate sul sito?
Sì certo, le ricette sono fondamentali. Abbiamo inserito sette preparazioni sul sito e nel cofanetto AmorBimbi (disponibile sul nostro e-commerce). Sono semplici e alla portata di tutti e comprendono pane, focaccia grissini; alcune ricette erano già state testate durante il progetto con l’ISS per l’analisi dei prodotti finiti; ne abbiamo aggiunte altre per dare un aiuto in più al consumatore nell’uso quotidiano del prodotto. Comunque, vorremmo proporre nuove ricette con continuità, ascoltando i bisogni e i desideri di chi acquista AmorBimbi.

Alcune delle farine di Molino Moras

Producete altre farine diverse ed eccellenti. Quattro le linee: Oro pizza, Pane e dolci, Tutta Fibra e Fior di Lune bio, quest’ultima macinata a pietra: è un procedimento adottato anche con il grano tenero di AmorBimbi?
AmorBimbi non è macinata a pietra, è una farina tipo 0 macinata nell’impianto storico aziendale. Il processo produttivo di questa farina è certificato dall’ente imparziale DNV GL, ogni lotto viene analizzato in laboratori interni ed esterni per garantire una qualità e una sicurezza dedicate.

Progetti futuri.
I progetti al Molino Moras non mancano mai. Io sono una fucina di nuove idee e attività, poi, come giusto che sia, solo alcune vedono la luce. Per AmorBimbi desideriamo proseguire nella ricerca scientifica e abbiamo già dei bandi di finanziamento aperti, cerchiamo alleanze con altre aziende o professionisti che come noi abbiano a cuore il bene comune, la sostenibilità e la crescita in consapevolezza. Sicuramente c’è il desiderio di espandere il nostro mercato a livello italiano e internazionale sia per la linea professionale sia per quella a uso casalingo. A brevissimo concluderemo il nostro primo bilancio sociale e porremo le basi per una digitalizzazione dei processi aziendali oltre che per una figura di mugnaio 4.0.

Clara Ippolito – Anna Pantanali

www.molinomoras.it

Credits Studio Cru

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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