I MIGLIORI VINI ITALIANI – IL BUONO NEL BELLO

Degustazioni durante l’evento I Migliori Vini Italiani
Degustazioni durante l’evento I Migliori Vini Italiani

Un tesoro architettonico, incastonato come un gioiello nel cuore dei Castelli Romani, sarà lo scrigno che ospiterà per tre giorni (da venerdì 3 a domenica 5 novembre) l’evento I Migliori Vini Italiani – Il Buono nel Bello. Lo storico palcoscenico dell’inebriante manifestazione ideata da Luca Maroni – analista sensoriale noto urbi et orbi – sarà rappresentato, infatti, dalle Mura del Valadier, location prestigiosa della città di Frascati attribuita in alcune sue parti al celebre  architetto, orafo e argentiere italiano, anche se il progetto definitivo e la costruzione, avvenuta nel 1889, sono del Giammarioli e del suo team di ingegneri.
Giunta alla sua V edizione, la kermesse (aperta al pubblico) sarà allietata dagli assaggi delle etichette di una quarantina di aziende vinicole, affiancati da altre nobili arti come la poesia, la letteratura e la musica: un approccio “interdisciplinare” che da sempre contraddistingue la visione enologica del padrone di casa. A inaugurare la manifestazione sarà la premiazione dei migliori produttori del Lazio (venerdì ore 19.30), seguita da degustazioni non stop e dall’avvicendarsi di laboratori sensoriali dedicati al vino e ai prodotti del territorio.

Luca Maroni
Luca Maroni

Novità di quest’anno l’uscita, accanto all’Annuario di Maroni (disponibile a breve), di una versione tascabile, sorta di Bignami intitolato “I Migliori dei Migliori Vini Italiani 2018” completo dei vini Top (i 99 punti 2018), ma anche degli altri classificati (fino ai terzi) per ogni tipologia. Protagonisti come sempre i pasionari della vite che hanno dedicato la loro esistenza alla produzione: vignaioli che Luca Maroni ha sempre posto al centro del suo lavoro, raccontandone per anni in modo del tutto insolito le unicità.

Clara Ippolito

www.imigliorivinitaliani.it

Credits: Luca Maroni

 

 

 

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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