DIETRO LE CASE INZOLIA MENFI DOC 2016 CANTINE BARBERA

Bottiglia di Dietro Le Case
Bottiglia di Dietro Le Case

La vigna che lo produce è vicinissima al mare ed è la stessa in cui un tempo c’erano già dei filari di Inzolia risalenti agli anni Venti: Pietro Barbera, oltre quarant’anni fa, ne piantò dei cloni riponendo nella Tenuta di Belicello tutto il suo amore di vignaiolo. Un appezzamento, dono di nozze d’antan, in cui anche Marilena, sua figlia, ha creduto profondamente: tornata a casa, dopo essere stata via dalla sua terra aspra e forte, il Belìce, ha proseguito l’impegno vinicolo di famiglia, continuando a coltivare la vite in un luogo arcaico, dove oggi i grappoli di uno dei vitigni autoctoni siciliani più antichi respirano il sale trasportato dal vento, nutrendo le proprie radici della salinità di abissi marini emersi. Il resto lo fanno le ardite escursioni termiche e l’approccio biologico di una giovane ma esperta viticultrice che, dopo più di otto lustri, ha visto l’Inzolia diventare un tutt’uno con il microcosmo che lo circonda. Raro equilibrio raggiunto con il tempo, che si avverte a ogni sorso di un vino fiero e audace, ottenuto con una macerazione pellicolare di ventiquattro ore, una pressatura soffice e una decantazione statica a freddo; i lieviti indigeni pensano poi alla fermentazione in vasche d’acciaio (a circa 18°C), mentre Marilena, che non lo chiarifica, passa a stabilizzarlo a freddo; quindi, il Dietro le Case matura per cinque mesi in acciaio, affinando almeno altri tre mesi in bottiglia.

Particolare della Vigna Dietro Le Case
Particolare della Vigna Dietro Le Case

Tutto questo nel bicchiere si traduce in una baldanzosa mineralità oltre che in un opulento corredo aromatico, che rimanda alla ginestra e ai fiori di camomilla, ma anche a sfumature fruttate intense, di mele dolci e mature sostenute da note balsamiche di timo. Di un giallo paglierino luminoso, in bocca è sapido, pieno e gradevolmente avvolgente: un perfetto compagno per delle Linguine con le canocchie, ma anche per le Ostriche alla tarantina. Per me è ottimo anche in veste di aperitivo accanto a un Asiago pressato o a un Culatello di Zibello, servito a 12°C (o poco più freddo, ma non molto). Io l’ho bevuto così, ascoltandoci su Beast of Burden dei The Rolling Stones: armonia dei sensi allo stato puro. Costa 12 € in enoteca. Soldi ben spesi.

Clara Ippolito

www.cantinebarbera.it

Credits: Cantine Barbera

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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