LIGREZZA, FERVORE E BLANDUS IGP TERRE DI BALBIA

Tramonto sulle Terre di Balbia
Tramonto sulle Terre di Balbia

Ligrezza, Fervore e Blandus, sinonimi di allegrezza, ardore e seduzione, virtù di tre vini IGP prodotti dall’azienda Terre di Balbia in un terroir ancestrale già caro a Plinio il Vecchio, oggi inscritto nel comune di Altomonte, in provincia di Cosenza.
Si tratta di un tris di etichette che sono espressioni, nell’ordine, di due celebri autoctoni calabresi: il primo frutto del Gaglioppo, bruno vitigno di probabile ascendenza greca, diffuso soprattutto nelle province di Cosenza e Catanzaro, l’altro del nero Magliocco, anch’esso di casa nella zona, assonante nel nome col primo ma dai grappoli diversi, grandi come un pugno, o ‘maglio’, da cui forse il nome. A completare la triade il Merlot, che dice la sua in modo lusinghiero sul pregio del suolo di quest’angolo felice di Calabria.
Otto gli ettari di terreno su cui sono impiantate le vigne, i cui grappoli sono accarezzati dalle brezze marine della piana di Sibari e dai freschi venti spiranti dal Pollino: condizioni ideali per una viticultura biologica, in cui nel 2014 (anno della rilevazione dell’azienda) l’ingegnere cosentino Giuseppe Chiappetta, da sempre appassionato di vino, supportato nell’impresa da tecnici qualificati, oltre che dal fratello Nicola e dai figli Marco e Luca, ha creduto fermamente.

L'ingegner Giuseppe Chiappetta, proprietario dell'azienda Terre di Balbia, al Vinitaly
L’ingegner Giuseppe Chiappetta, proprietario dell’azienda Terre di Balbia, al Vinitaly

Una scommessa vinta grazie alla passione profusa nella produzione del Ligrezza 2016, Gaglioppo 100% vinificato in rosa, fresco e fragrante in bocca, floreale e fruttato quanto basta, un rosato calabro di talento che suscita meraviglia. Di egual levatura il Fervore 2015, Magliocco in purezza per un vino di un vermiglio profondo, caldo, con profumi inebrianti di frutta scura, caldo e autorevole al palato; con cui fa il paio Blandus (stessa annata) riecheggiante l’armonia e l’intensità olfattiva di un Merlot 100% maturato in legno. Rivelazione dell’innocenza illibata del terroir su cui vive.

Grappoli di Magliocco nelle vigne Terre di Balbia
Grappoli di Magliocco nelle vigne Terre di Balbia

Con il rosé mi sono concessa dei Gamberi rossi di Mazara crudi, ascoltando in sottofondo Can I Smoke in Here? di Ry Cooder, mentre col Magliocco ho reso grazia a delle Fettuccine al tartufo nero pregiato di Norcia, imprescindibile il contorno musicale di Somewhere inside di Anies Birds.
Al Merlot ho riservato un Pecorino Siciliano Dop (stagionato 8 mesi) e le note di Hope I don’t fall in love with you di Tom Waits. Gusto, profumi e suoni elevati all’ennesima potenza.

Clara Ippolito

www.terredibalbia.it

Credits: Azienda Terre di Balbia

 

 

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...