MILANO GOLOSA 2018. UNA FIERA TUTTA DA GUSTARE

Il Formaggio Camarsciano
Il Formaggio Camarsciano

Settima edizione per Milano Golosa, la fiera meneghina tutta da gustare. Sarà una tre giorni – dal 13 al 15 ottobre – in cui, come sempre, andranno in scena gli artigiani del gusto che faranno scoprire e conoscere ai visitatori tanti prodotti gastronomici d’eccellenza del Paese. Molte le curiosità di quest’anno, partendo dal Carmasciano, un formaggio vulcanico prodotto nell’Alta Irpinia dall’azienda Carmasciando, un pecorino caratterizzato da sentori di zolfo che derivano dalla mefite della Valle d’Ansanto.
Altra chicca è quella del caseificio veneto Moro Formaggi di Oderzo che ha recuperato le vecchie tecniche di stagionatura e affinamento dei formaggi usate dai contadini e dai pastori per conservarli, invecchiarli e insaporirli; le croste vengono aromatizzate con vinacce, fieno, erbe e cenere, come nel caso del Fior d’Arancio, un erborinato il cui nome deriva dal vino passito utilizzato per l’affinamento delle forme.

La Melanzana rossa di Rotonda
La Melanzana rossa di Rotonda

Dalle colline del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, arriva invece la Ventricina nello stomaco dell’azienda Fracassa, realizzata con lardo e carne di suini locali, sale dolce di Cervia, erbe aromatiche, mentre la Salsiccia di Cancellara, prodotto norcino ottenuto dalle parti più magre del maiale, impastate con sale, polvere di peperone, finocchietto selvatico, insaccate nel budello naturale dell’animale, è il gioiello commestibile dell’azienda agricola biologica Agrimar di Genzano di Lucania.
Un omaggio alla biodiversità è rappresentato, infine, dai prodotti di nicchia dei contadini eroici del Rural di Rivalta di Lesignano de’ Bagni (Parma), che coltivano e allevano varietà di piante e tipologie di animali ormai dimenticati (patata quarantina, prugna zucchella, pecora Cornigliese e Massese, cavallo Bardigiano, asino Romagnolo, vacca grigia Appeninica, Bardigiana), ma anche la Melanzana rossa di Rotonda e il Fagiolo bianco poverello, coltivati nel cuore del Parco nazionale del Pollino.
Insomma, c’è ben di che ingolosirsi, anche perché oltre ai banchi per gli appassionati di vino ci sono le masterclass organizzate con WineMi, nonché i panini delle migliori paninoteche italiane nell’area PaniniAmo con la collaborazione Fondazione Accademia del Panino Italiano.

Clara Ippolito

www.milanogolosa.it

Credits: Studio Cru

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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