MACKAYS, LE CONFETTURE MADE IN SCOTLAND

confettura sottobosco scozzese mackays
confettura sottobosco scozzese mackays

Manca solo l’Epifania e poi le feste saranno davvero finite. Perciò, per chiudere in dolcezza, nella calza si possono mettere queste confetture scozzesi, un cult per gli amanti del genere. Perché ve le consiglio? Ma, naturalmente, perché amo il loro gusto, quello delle vere marmellate artigianali. Fate la prova e assaggiatele: questa sarà, infatti, la prima impressione che avvertirete assaporando una delle tante varietà di Mackays, marchio storico indipendente divenuto famoso in tutto il mondo.
A Dundee, tipica e antica cittadina scozzese, quest’azienda familiare prepara sin dal 1938 le sue dolcissime specialità con gli stessi metodi di lavorazione, rimasti intatti nel tempo. Artigianalità, materie prime selezionatissime, confezioni dal gusto vintage diventate iconiche, le confetture made in Scotland Mackays conservano il profumo della vera frutta grazie al processo di lenta ebollizione in pentoloni dal fondo di rame.

confettura mirtilli e ribes nero mackays
confettura mirtilli e ribes nero mackays

In principio, peraltro, era solo la marmellata di arance scozzesi e arance amare spagnole: poi, nel tempo, sono venuti altri gusti classici ma anche quelli particolari, come la salutare Confettura allo Zenzero, leggermente piccante, sfiziosa e versatile. Il Sottobosco Scozzese, invece, ha i sapori autentici delle Highlands (lamponi, more e fragoline), mentre Mirtilli e Ribes Nero sono gli ingredienti di una delle ultime creazioni di Mackays, straordinario mix ottimo sia da spalmare sul pane sia per accompagnare piatti di formaggi misti.
Insomma, sono delizie create per piccoli e grandi golosi, che desiderano portare in tavola i sapori della tradizione. Buona Befana a tutti!

Clara Ippolito

www.eurofood.it

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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