IL VINO PIÙ “BELLO” DEL MONDO FA FESTA IN VAL D’ORCIA

No, non è un errore. Avete letto bene. Perché il vino oltre che buono può essere anche bello. Come l’Orcia Doc, la denominazione di origine controllata che rappresenta i produttori di vino del territorio della Val d’Orcia, patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2004 grazie alla sua bellezza unica.

Proprio qui, infatti, si concentrano colline, cipressi, borghi meravigliosi e vigneti, quelli che danno vita ai vini marchiati Orcia Doc; nettari protagonisti assoluti a San Quirico d’Orcia (Siena) della X edizione dell’Orcia Wine Festival, una kermesse dedicata al prodotto principe, il vino appunto, con decine di eventi collaterali pensati per gli appassionati, per i più piccoli e per le famiglie, passando per gli amanti dei viaggi e del buon vivere.
Il fil rouge che legherà tutti gli eventi sarà quest’anno la “Francigena di Vino”, vale a dire il pellegrinaggio per antonomasia che in queste terre è meta di tanti visitatori, leitmotiv che porterà a visitare le cantine in vari modi, dalla bici al treno a vapore.
Una mostra mercato promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia, in collaborazione con il Consorzio del Vino Orcia e Onav Siena che curerà le degustazioni guidate all’interno delle suggestive sale seicentesche di Palazzo Chigi Zondadari, dove per quattro giorni troveranno spazio degustazioni tecniche guidate.
Ci saranno ovviamente banchi d’assaggio di oltre 20 aziende del territorio, oltre alla possibilità per tutti di visitare direttamente le cantine. Non mancheranno cene tematiche nei ristoranti locali, trekking urbano sulla via Francigena o ancora visite alle cantine in bicicletta, cortometraggi sul tema del vino, laboratori per i più piccoli con tematiche culinarie e un’esposizione di auto d’epoca.

Clara Ippolito

www.orciawinefestival.wordpress.com

Credits: Orcia Wine Festival

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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