TENUTE MARTAROSA. VINI PER PASSIONE

Le botti dell’azienda Tenute Martarosa
Le botti dell’azienda Tenute Martarosa

È una storia lunga quella delle Tenute Martarosa, espressione della passione e del lavoro nei vigneti di tre generazioni: dai nonni, che dal 1938 vendevano l’uva e facevano il vino per la famiglia, fino a papà Pasquale, mamma Antonietta e ai loro figli, Michele e Pierluigi Travaglini. Due giovani uomini che oggi coniugano al meglio territorio, modernità e sapienza antica, eredi di una tradizione vitivinicola che affonda le sue radici in Molise, a Campomarino, in provincia di Campobasso.

Sette le referenze dell’azienda: Due Versure Bianco (Fiano 100%, note di fiori e frutta bianca, minerale ed equilibrato, affinato sulle proprie fecce per almeno sei mesi), etichetta che fa il paio con Due Versure Rosso (un Montepulciano odoroso di frutti neri, succoso), entrambi Igt. Nettari che fanno il paio con l’Antico Podere (Molise Rosso Doc, altro Montepulciano in purezza, affinato in botti di rovere da 500 litri, stoffa da vendere), il Moscato del Molise Dop (secco e profumato di uva spina), ma anche il passito Iride (Moscato Reale, aureo alla vista, odoroso di miele e albicocca, fascinosamente ammaliante in bocca).
E poi c’è il Tintilia del Molise Doc, tinto di rosso come dice il nome di origine iberica, fiori e frutti vermigli al naso, tannini decisi al palato affiancati da una bella fragranza; tutti vini che sono espressione di un territorio felice e di una filosofia che poggia sulla qualità oltre che sulle radici.

Clara Ippolito

www.tenutemartarosa.com

Credits: Tenute Martarosa

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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