K32, L’AMARO SECONDO RONER

Nel nome c’è una certa somiglianza con il K2, la più alta cima del mondo dopo l’Everest: peraltro, se a distinguerli c‘è di mezzo solo un numero (il 3), nella sostanza c’è un’altra comunanza, quella per cui questo amaro è ottenuto dalla combinazione di diverse erbe officinali che crescono sulle nostre Alpi.

Pianta di ginepro
Pianta di ginepro

Dopo mesi di studio e svariate prove del mastro distillatore, l’azienda altoatesina Roner – da oltre settant’anni produttrice di distillati di frutta e vino, grappe e liquori – ha scelto di integrare la propria gamma, arricchendola con un’altra chicca, il K32, il suo nuovo amaro. I cui profumi, tipici dei prati altoatesini, di melissa e camomilla, si sposano con la freschezza stimolante ed energizzante della menta; non mancano di certo, poi, le note più robuste dei boschi alpini come il ginepro, la genziana e la liquirizia, il tutto ingentilito dalle nuance floreali di fiordaliso ed erica.

Bottiglia dell’amaro K32 Roner
Bottiglia dell’amaro K32 Roner

A sostenere le note amare interviene un gradevole e fresco tocco di agrumi: il risultato è un amaro innovativo dal sapore pieno, ma non invadente, gradevolmente dolce e odoroso. Perfetto come aperitivo, cocktail, ma anche bevibile in modo classico a fine pasto, si presta a essere degustato anche durante l’estate, specie se servito con ghiaccio.
E se vi doveste trovare, dato il periodo vacanziero, dalle parti di Termeno, non mancate di visitare questa distilleria storica oppure di andare direttamente nel negozio dedicato.

Clara Ippolito

www.roner.com

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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