PALLINI, 145 ANNI NEL SEGNO DEL MISTRÀ

Bottiglia di Mistra' Pallini
Bottiglia di Mistra’ Pallini

Pallini è un nome storico della liquoristica italiana, un’azienda nata nella seconda metà dell’800, unica distilleria di Roma fondata da Nicola Pallini. Da allora ne ha fatta di strada, divenendo leader in Italia con il Mistrà (liquore a base di anice, correzione del caffè per antonomasia), gli Sciroppi e molti altri prodotti, come la Sambuca 313 e una gamma di bagne per pasticceria professionale e domestica.
Conosciuta e apprezzata oggi in tutto il mondo per il Limoncello Pallini (nel segmento Duty-Free e sul mercato USA), l’azienda romana ha celebrato di recente 145 anni di attività, pubblicando il libro Il Mistrà: storia di un sapore antico, volume che riunisce il legame affettivo tra azienda e prodotto, perché trampolino di lancio della Pallini, quando nel 1875 muoveva i primi passi nel piccolo centro di Antrodoco, tra Lazio e Abruzzo. Nel suo emporio si svolgeva, infatti, la vendita delle bottiglie di uno speciale ‘tonico’ prodotto con una ricetta segreta. Nel tempo quel liquore di Mistrà si è consolidato come tradizione italiana, legandosi indissolubilmente al nome dell’azienda.

Anice stellato
Anice stellato

Il libro, scritto col contributo di Fulvio Piccinino e Valerio Bigano, ripercorre la storia dell’antica tradizione italiana del liquore che affonda le radici tra Veneto e Friuli. A sottolineare le peculiarità del proprio Mistrà è Micaela Pallini, presidente e Ceo di Pallini, esponente di quinta generazione di una lunga tradizione, che lo definisce “adatto come digestivo, ma anche ingrediente perfetto della mixology, in quanto prodotto 100% naturale, senza zucchero, derivato da tre distillazioni e contenente 7 tipi di anice differenti (tra cui lo stellato e il verde), impreziosito dal finocchio, pianta erbacea dalle mille virtù”. A noi non resta, dunque, che fare alla Pallini tanti auguri di buon compleanno.

Clara Ippolito

Info per acquisto volume su www.pallini.com

Credits: Pallini

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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