L’ITALIA VINCE IL CAMPIONATO DEL MONDO DI ESPRESSO ITALIANO

Luigi Morello premia Stefano Cevenini
Luigi Morello premia Stefano Cevenini

È il giovanissimo Stefano Cevenini, classe 1999, bolognese Doc, il nuovo campione del mondo di Espresso Italiano. Già vincitore nazionale si è, infatti, aggiudicato il primo posto del podio internazionale dell’Espresso Italiano Champion 2019, la gara più attesa dai professionisti del settore promossa dall’Istituto Espresso Italiano nei padiglioni di Fiera Milano, in occasione di Host.

Tazzina di caffè espresso
Tazzina di caffè espresso

Davanti a un foltissimo pubblico, presso lo stand dello IEI, ha sfidato in finale Anita Fava (Regno Unito), Satoshi Miyanishi (Giappone) e Chiu Hsiu Kuei (Taiwan): i campioni, superate le fasi preliminari nei loro Paesi di appartenenza, sono giunti nel capoluogo lombardo dove lo scorso fine settimana si sono svolte le semifinali e la finale, sostenuta ancora su espresso e cappuccino italiano.
Cevenini è barista da quando aveva quindici anni ed è risultato già campione italiano in carica alle selezioni nazionali all’Espresso Italiano Champion 2019 dello scorso giugno. “La ricetta migliore per l’espresso italiano è una miscela bilanciata che sappia rendere una tazzina complessa nei profumi e rotonda al palato”, ha spiegato.
E per i clienti il campione d’Italia dell’espresso ha un solo consiglio, quello per cui “per risultare perfetto deve essere così potente da estraniarci dal mondo reale, attivando un viaggio mentale e sensoriale”. A vincere in senso lato è stato, comunque, l’espresso italiano tout court che, grazie allo IEI, ha un logo riconoscibile in tutto il mondo oltre che in Italia, garantendo la qualità assoluta al consumatore e riconoscendo i professionisti eccellenti del caffè espresso italiano.

Giordana Folengo

www.espressoitaliano.org

Credits IEI

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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