IL PANETTONE CON OLIVE TAGGIASCHE E CHINOTTO CANDITO DI MARCO VISCIOLA

Lo chef Marco Visciola de Il Marin Ristoro del Porto Antico a Genova
Lo chef Marco Visciola de Il Marin Ristoro del Porto Antico a Genova

Golosissima idea quella natalizia dello chef Marco Visciola, patron de Il Marin – Ristoro del Porto Antico, un locale gourmet che abbraccia con lo sguardo il porto antico di Genova, dai bracci del Bigo ai Magazzini del Cotone, dall’Acquario alla biosfera di Renzo Piano, fino a raggiungere le poderose navi da crociera e la Lanterna all’orizzonte.
Si tratta di un creativo della cucina che continua a stupire con gli effetti speciali di gusti raffinati dalla delicata ricercatezza, come dimostra il Panettone con Olive Taggiasche e Chinotto Candito, che porterà una ventata di eccentricità in tavola durante le prossime feste nelle vesti del più rappresentativo dei dolci natalizi: un goloso prodotto che profuma di italianità, in cui Visciola ha infuso un’anima profondamente ligure. A fianco del classico panettone con canditi e uvette, difatti, il patron propone questa versione dal sapore delicato e aromatico che racconta i sapori liguri più genuini.

Il Panettone con Olive Taggiasche e Chinotto Candito di Marco Visciola
Il Panettone con Olive Taggiasche e Chinotto Candito di Marco Visciola

“L’idea parte proprio dalla mia regione, una terra dai mille sapori che ho voluto omaggiare in occasione delle feste, rivisitando una preparazione tradizionale che possa racchiudere nella propria storia anche un po’ di questa bellissima terra”, spiega chef Visciola.
Alla base di entrambe le versioni, classica e nuova, c’è in ogni caso sempre la scelta di ingredienti naturali meticolosamente selezionati, sottoposti a 36 ore di lievitazione, il che dà vita a un impasto soffice e morbido.
Le due tipologie sono acquistabili sia presso il ristorante Il Marin sia presso Eataly (al costo di 38,00 € al kg).

 

Clara Ippolito

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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