MAISON GAUTIER, I COGNAC PIÙ ANTICHI DI FRANCIA

La Maison Gautier è la più antica casa di Cognac di Francia, da qualche anno di proprietà del gruppo Marie Brizard Wine & Spirits: fondata nel 1755, ancora oggi porta nel mondo tutta l’eccellenza e la raffinatezza della sua gamma di autentici capolavori. Premiato nel 2015 come il “Migliore Cognac del mondo”, Gautier persegue da sempre la sua filosofia di voler proporre un distillato genuino, autentico, frutto di un lavoro meticoloso e paziente.

Bottiglia e scatola del Cognac Gautier VSOP 40°
Bottiglia e scatola del Cognac Gautier VSOP 40°

Quattro sono i cognac importati e distribuiti da D&C, storico nome del settore beverage.

Bottiglia del Cognac Gautier VS 40°
Bottiglia del Cognac Gautier VS 40°

Partiamo dal Cognac Gautier VSOP 40° (opera del Maestro Cantiniere da crus di Grande Champagne, Petite Champagne, Fins Bois e Bons Bois, particolarmente delicato, è un perfetto connubio di generosi cognac), per proseguire con il Cognac Gautier VS 40° (equilibrato e armonioso, di colore giallo dorato chiaro, con note fruttate, sapori vivaci e speziati, ideale da degustare con ghiaccio o miscelato nei cocktail).
Poi c’è il Cognac Gautier XO 40° (XO Gold and Blue Cognac, un ricercato blend di vecchie acquaviti, corpo potente e rotondo, presentato in un moderno ed elegante decanter, appositamente progettato per la Maison), quindi il Cognac Gautier Extra 1755 40°, Vincitore della Double Gold Medal 2016 a San Francisco, massima espressione della Maison Gautier (il mio preferito): naso ricco e delicato unito alla complessità delle spezie e alla morbidezza della vaniglia, sostenuta da aromi  floreali che gli conferiscono tanto charme. Ben equilibrato, alla rotondità iniziale – che si rivela una cifra stilistica duratura – segue opulenza e generosità corposa, con note morbide e legnose. Inequivocabilmente, un cognac per intenditori dai palati esigenti.

Clara Ippolito

www.dec.it

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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