INFUSI E SEGRETI D’AMORE DA ADELAIDE AL VILÒN

Il Vilòn di Roma è inserito nella Gold List 2020 fra i migliori alberghi al mondo (con solo altri due nella Città Eterna) e, come se non bastasse, contiene in sé un ristorante che porta il nome di una donna, Adelaide, un buon auspicio per trascorrere la serata più romantica dell’anno, ovvero quella di San Valentino. Andateci con la vostra metà, suonate il campanello e scoprirete un piccolo gioiello dallo charme senza tempo.

La piccola Quadreria sul patio
La piccola Quadreria sul patio

Informale ma mondano e raffinato, con un accennato tocco aristocratico – merito del fatto che si trova in un’ala di Palazzo Borghese – è riservato e quasi un po’ segreto.
Lontano da occhi indiscreti, troverete così il posto del cuore, l’ideale per la cena del 14 febbraio; e, se per caso, voleste essere solo in due, prenotate il tavolo nella Quadreria che dà sul patio, dove sarete in compagnia soltanto dei quadri appesi alle pareti e dei fiori.

Il Cotto di thé, uno dei piatti del menu di San Valentino
Il Cotto di thè, uno dei piatti del menu di San Valentino

Il resto è una coccola a tutto tondo per il palato, dall’aperitivo d’autore, quello di Magdalena Rodriguez, la barlady che troverete In Salotto, alla cena preparata dallo chef Gabriele Muro, che ha ideato un menu a tema piacevolmente ludico: dall’Infuso dell’amore alle Ostriche con Moscow Mule, da Le Apparenze Ingannano (Insalata di pomodori con aceto di lamponi, crudo di gamberi, mozzarella e baccalà) al Mare d’Inverno (Linguine all’astice, friarielli croccanti e crumble al nero), dal Cotto di thè (Cotto e crudo di ricciola marinata al tè, verdure croccanti e alghe di mare) fino al Segreto dell’Amore (Cremoso al cioccolato e peperoncino con biscotto e pralinato). Il resto lo farà la magia della serata.

Clara Ippolito

www.hotelvilon.com

Credits Hotel Vilòn

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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