RONER 80 CALDIFF SPECIAL EDITION

La distilleria altoatesina Roner lancia sul mercato un distillato di mele Gravensteiner, invecchiato in barrique per oltre 17 anni: un’edizione limitata che riporta il numero degli anni di Andreas Roner, figlio di Gottfried il quale, nel 1946, ebbe l’idea di fondare una distilleria; cresciuto tra gli alambicchi, Andreas ha infatti ereditato oltre a una grande passione e una vocazione per la qualità, anche l’eccezionale naso del padre.

Andreas Roner mentre degusta il Caldiff 80 Special Edition
Andreas Roner mentre degusta il Caldiff 80 Special Edition

Dalla metà degli anni ’60 al fianco del fratello Günther non a caso ha fatto di Roner quella che è oggi la distilleria più premiata in Italia. E, siccome appunto ricorre il suo ottantesimo compleanno,
per suggellare quest’occasione speciale si è scelto di imbottigliare, in edizione limitata, un distillato invecchiato per più di tre lustri nelle barrique gelosamente custodite nelle cantine di famiglia.
Caldiff 80 – questo il nome del prodotto ispirato alle rovine dell’omonimo castello situate non lontano dalla sede dell’azienda di Termeno, luogo caro fin dall’infanzia ad Andreas -
è stato rifinito, per due inverni, nelle botti dell’Alpine Rum R74 per completarne l’aroma unico; tanto che al naso risulta delicato e ricco di sfaccettature, con intense note di mele mature sposate a morbidi profumi di legno e sentori che ricordano i Caraibi.

In bocca, invece, parla di sé con ricche e variegate note fruttate, sentori di prugne secche e uva sultanina, il tutto sostenuto da nuance polpose di mela fresca Gravensteiner, frutti coltivati nella tenuta di famiglia. Il marchio rosso rimanda alla passione con cui i Roner si dedicano da sempre all’arte della distillazione, mentre l’oro è sinonimo di eleganza e preziosità.

Clara Ippolito

www.roner.com

Credits Roner Distilleria

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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