NON C’E’ ESTATE SENZA FRITTURA

Nella bella stagione sulle spiagge,nei ristoranti, nelle cucine di casa o nello street food, i cibi fritti sono un must. Ovviamente, quel che fa la differenza èl’olio che si usa. Per questo, Olitalia – azienda con sede a Forlì, specializzata nella produzione di oli extravergini, di oliva, di semi e aceti – ha creato Frienn (in dialetto campano significa friggendo), un prodotto dalle proprietà uniche che rispettano ed esaltano gli ingredienti.
Nato in collaborazione con Pasquale Torrente, chef salernitano, soprannominato il “re dei fritti”, Frienn è l’olio per frittura completamente privo di olio di palma, prodotto con olio di semi di girasole coltivati e lavorati esclusivamente in Italia ad alto contenuto di acido oleico (80%) e aggiunta di antiossidanti (tocoferoli ed estratto di rosmarino). Innovativa la formulazione, tutelata da un brevetto italiano, che garantisce la totale assenza di schiuma in frittura, grazie alla stabilità alle alte temperature e all’elevato punto di fumo, permettendo al cibo di non bruciare esternamente. Frienn rispetta il sapore originale degli ingredienti, senza trasferire colore e sapore ai cibi: la valutazione del suo comportamento in frittura è stata effettuata dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
Tra le tante iniziative che Olitalia sostiene e che vedono Frienn e i fritti protagonisti c’è anche Beach4Eat, un tour pensato nel pieno rispetto delle regole del distanziamento fisico che ha preso il via a fine luglio e che sta ancora animando gli stabilimenti balneari delle spiagge adriatiche. Gli ultimi due appuntamenti sono quelli del 22 agosto al Coco Loco di Marina di Ravenna e del 29 agosto al Tiki Bagno 26 di Rimini.
Friggete, dunque, gente, ma friggete bene, come nel caso della ricetta dello chef Pasquale Torrente che troverete online domani. Stay tuned.

Clara Ippolito

www.olitalia.com

Credit Olitalia

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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