ALFONSO BALDETTI, IL NOME DEL VINO A CORTONA

Conosco i Baldetti da parecchi anni e sempre riescono a sorprendermi con i loro vini oltre che con la loro affettuosa ospitalità in quel di Pietraia, località dove sorge la cantina. Una famiglia punto di riferimento per la viticultura cortonese sin da quando Mario, il papà di Alfonso, negli anni ’70, commerciava le uve per poi imbottigliare, soprattutto la prima Doc Bianco Vergine della Valdichiana. Oggi Alfonso Baldetti è il patron dell’azienda con i figli Gianluca e Daniele, insieme ai quali l’ha resa autosufficiente da un punto di vista energetico, grazie a impianti  e circuiti sostenibili creati appositamente. I vigneti sono allevati per i vini bianchi aGuyot, mentre i rossi a cordone speronato: la fornita barricaia comprende quasi 100 barrique e alcuni tonneaux da 500 litri, tutte di rovere francese di tostatura media. In questa intervista Alfonso racconta la sua realtà vinicola e il suo nuovo vino, Arenite, un Syrah in purezza, nuovo cavallo di razza della scuderia enologica Baldetti.

La famiglia Baldetti al completo
La famiglia Baldetti al completo

Voi avete già il Crano, che è un Syrah Doc. Come nasce l’idea di questa nuova avventura con Arenite?
Il Crano rappresenta per noi l’espressione della filosofia aziendale e del territorio di Cortona; quindi, non ho dubbi sul fatto che sarà sempre il nostro vino più significativo sotto tutti gli aspetti. L’idea di produrre un cru ci ha da sempre affascinati e con l’annata 2015 è arrivato finalmente il momento.

La scelta dell’annata 2015, la prima, non è casuale.
Avevamo fatto delle micro-vinificazioni già a partire dal 2011 con uve selezionate nei vigneti migliori e  il risultato ottenuto ci aveva dato coraggio. L’annata 2015 è stata perfettamente equilibrata dal punto di vista climatico e ha dato i risultati sperati.

Quali altre annate sono in produzione?
Arenite nasce soltanto in annate particolarmente favorevoli, ma diventa tale solo se supera anche il test di fine macerazione post-fermentativa (fine novembre) e quello di fine affinamento in barrique (dopo circa 2 anni). Oltre al 2015 avremo il 2017 già in bottiglia da alcuni mesi (che sarà pronto il prossimo anno), quasi sicuramente il 2018 che sta completando il suo affinamento in barrique e, forse, il 2019 che è in barrique già dallo scorso novembre. Per il 2020 la maturazione dell’uva sta procedendo al meglio. Speriamo bene!  

L’azienda Baldetti e alcune delle sue vigne

Per Arenite avete scelto la IGT. Perché?
Abbiamo scelto di proporlo come IGT principalmente per non creare antagonismo con il Crano, ma potremo sempre decidere di cambiare. Magari, quando il Syrah di Cortona diventerà DOCG.

Quante bottiglie di Arenite 2015 avete prodotto?
Sia del 2015 sia delle altre annate circa 3.000 bottiglie.

Avete deciso di lanciare questo vino in un momento molto delicato. Che tipo di attenzione Vi aspettate dagli eno-appassionati?
Presentare un nuovo prodotto in un momento così delicato voleva essere anche un segno di fiducia e speranza nel futuro e, a giudicare dagli apprezzamenti ricevuti, oltre che dalle vendite effettuate, abbiamo fatto una scelta giusta.  

Diversi sono i vitigni che coltivate (Sangiovese, Merlot, Chardonnay e Grechetto), ma in questa zona, quella del Cortona Doc, c’è la massima espressione del Syrah, che ha trovato il suo equilibrio ben adattandosi a questi terreni. Quali le peculiarità del terroir che ne hanno fatto un grande vino?
Il territorio cortonese è storicamente vocato alla produzione di uve sia a bacca bianca (Bianco Vergine della Valdichiana) sia rossa (Sangiovese) di grande qualità, grazie alla composizione dei terreni e a un microclima particolare, generato dalla vicinanza del Lago Trasimeno e delle colline. Negli ultimi decenni si è rilevato essere addirittura straordinario per la produzione di Syrah.

Bottiglia di Arenite 2015 Toscana IGT

La vostra filosofia aziendale è basata sulla qualità del prodotto, sulla passione della famiglia e una grande attenzione all’ambiente. Oggi che tipo di agricoltura praticate e quali innovazioni importanti avete introdotto in azienda che favoriscono le migliori pratiche agronomiche e un approccio rispettoso della salute del pianeta?
La cura dei nostri vigneti e delle lavorazioni di cantina per noi sono indissolubilmente legati al rispetto del prodotto e dell’ambiente.  Da anni non usiamo più diserbanti e concimi chimici ed effettuiamo gli indispensabili  trattamenti fitosanitari solo quando realmente necessari, seguendo rigidi protocolli di lotta integrata.  In cantina siamo praticamente autonomi con la produzione di energia: grazie a un impianto fotovoltaico produciamo acqua calda, utilizzando pannelli solari e recuperiamo le acque piovane, canalizzandole in apposite cisterne interrate per riutilizzarle nell’irrigazione e quant’altro.

Qual è la vostra quota di export e verso quali mercati siete orientati?
La percentuale destinata all’esportazione attualmente non supera il 20% delle nostre vendite ma, grazie al lavoro di promozione che stiamo portando avanti, sarà certamente destinato a crescere nei prossimi anni. Lavoriamo con diversi Paesi, ma il mercato per noi più importante e di maggiori prospettive è sicuramente quello americano.

Un aggettivo con cui definire Arenite, questa tua nuova perla.
Potrei dirtene almeno dieci, ma se devo scegliere ne dico solo uno, Armonioso.

Clara Ippolito

https://baldetti.com

Credits Azienda vinicola Baldetti

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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