OPERAZIONE BONTÀ CON LA CREMA SPALMABILE AL CIOCCOLATO CALCAGNO

Ogni spalmabile acquistata è un pasto donato a una persona senza fissa dimora o a una famiglia in difficoltà:questo il gusto metaforico della Crema della Bontà, un dolce progetto solidale realizzato da Cioccolato Calcagno 1946, storico marchio d’eccellenza cioccolatiera artigianale torinese, in collaborazione con Fondazione Progetto Arca,onlus in prima linea nel sostegno a persone o nuclei familiari indigenti.
Una ricetta dell’antica tradizione sabauda che si trasforma in un regalo di qualità, da fare o da farsi a Natale – e per tutto il 2021 – acquistando una confezione Limited Edition della classica Crema Spalmabile Piemonte Calcagno che permetterà di dare il proprio contributo alle attività della Fondazione Progetto Arca a favore dei senzatetto.

Fave di cacao

Doppiamente buona, dunque, perché per ogni crema spalmabile alle nocciole venduta, Calcagno si impegna a donare un pasto caldo a una persona che vive per strada e che, in questo periodo di emergenza sanitaria, si trova a fronteggiare una situazione ancor più difficile.
“In questi mesi terribili ci sono solitudini più pesanti di altre”, ha detto Alessandra Castelletto, Amministratrice di Calcagno. “I senzatetto e le migliaia di persone che vivono per strada, purtroppo sono soli e deboli oggi più che mai per via della pandemia, persone costrette ad affrontare enormi disagi; noi pensiamo, però, anche ai coraggiosi operatori e volontari della Fondazione Progetto Arca Onlus senza sosta al fianco di chi ha più bisogno”. La Crema della bontà (150 g – 6,00 €) è acquistabile online su https://cioccolatocalcagno.storeden.com/ e presso l’Emporio Calcagno di Via Paolo Losa 21 a Collegno (Torino).

Clara Ippolito

www.cioccolatocalcagno.it

www.progettoarca.org

Credits Cioccolato Calcagno 1946 – David Greenwood-Haigh da Pixabay 

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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