ADAMELLO, UN TAPPO CHE HA FATTO LA STORIA

Un tappo della Prima Guerra Mondiale,un oggetto ultracentenario rivive grazie a Labrenta, azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura. Adamello, così si chiama, come l’omonima montagna delle Alpi Retiche, dove è stato ritrovato da Maria Crespi e Denni Stefani, giovane coppia appassionata di storia. L’esemplare dall’originale forma sarà riprodotto a breve in mille pezzi numerati grazie al sapiente lavoro di un’equipe di artigiani sardi, custodi delle tecniche di lavorazione del sughero dei primi del ‘900; artisti che ne ricreeranno lo stampo, mentre il tappo originale sarà conservato in una teca nella sede di Labrenta. 

“La storia non è fatta solo di grandi accadimenti”, dice Gianni Tagliapietra, CEO dell’azienda vicentina, “ma anche di piccoli gesti e oggetti quotidiani di cui oggi siamo i depositari; non conosciamo le circostanze in cui è stata aperta la bottiglia che questo tappo chiudeva, probabilmente però si trattava di un’occasione speciale visto che in trincea il vino era spesso versato direttamente da damigiane e tinozze nel bicchiere metallico in dotazione di ogni soldato”. Di certo più rara era la comparsa di una bottiglia, usualmente destinata alla mensa ufficiali, ma magari stappata anche dalla truppa in trincea per occasioni eccezionali.
Adamello verrà, dunque, riprodotto nel corso del 2021 in edizione limitata con uno speciale cofanetto che include anche la storia del ritrovamento raccontata dallo scrittore Stefano Ferrio. Sarà così un prezioso reperto risalente alla Guerra Bianca – quella combattuta da italiani e austriaci tra fortificazioni, trincee e camminamenti nella roccia – a chiudere pregiati nettari dedicati agli estimatori.

Clara Ippolito

www.labrenta.com

Credits Placido Barbieri

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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