LE ZALTE 2018. LA BIODINAMICA SECONDO SINCETTE

Si presenta con una nuova etichetta, più essenziale rispetto alle precedenti, con al centro il valore della tenuta e del territorio di cui è espressione eccellente. Figlio del taglio bordolese (cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot) che ha trovato nella Valtènesi il suo genius loci, Le Zalte 2018 è un vino rosso rubino intenso, con riflessi violacei, cui fa eco un naso ampio e intenso dai sentori di more, lamponi, confettura di marasca e leggera viola su fondo speziato; morbido e pieno in bocca, ha tannini dolci e vellutati che chiudono su toni fruttati di notevole persistenza.

Prodotto da Sincette rappresenta compiutamente i valori fondanti dell’approccio biodinamico dell’azienda di Ruggero Brunori che, ormai venticinque anni fa, nel lontano 1997, iniziò un percorso importante in compagnia del consulente Jacques Mell, pioniere del biodinamico in Francia.
Un viaggio non solo metodologico (che ha messo al centro il lavoro in vigna e l’accompagnamento in cantina alla trasformazione delle uve) ma anche culturale, il cui fine è stato quello di realizzare una produzione di qualità nel rispetto della natura e dei suoi ritmi, piena espressione dell’essenza del territorio. Oggi con la sua produzione di vini biodinamici, composta da quattro etichette, Sincette esprime la Valtènesi in un’interpretazione unica nel suo genere.

Clara Ippolito

www.sincette.it

Credits Studio Cru

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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