DONNE E INDUSTRIA DEL CAFFÈ. IL GENDER GAP NON È ANCORA COLMATO

Maglia nera per l’Italia che risulta essere tra le peggiori in Europa per partecipazione economica delle donne. Così la classifica stilata dal World Economic Forum, da cui comunque emerge un balzo del Bel Paese che ha guadagnato 13 posizioni salendo dal 76° al 63° posto su un panel di 156 Paesi al mondo. La spinta maggiore al miglioramento è venuta dalla politica, dove risultiamo il 41esimo Paese nella graduatoria, arrivando addirittura al 33esimo posto se si tiene conto delle donne nell’esecutivo.

Luigi Morello, presidente dell’IEI

L’altra faccia della medaglia, però, è la partecipazione economica, che ci vede scivolare al 114esimo posto, a livello europeo: nel rapporto viene evidenziato, inoltre, come, nonostante l’Europa occidentale abbia raggiunto una percentuale del 70% della chiusura del gap nel sotto indice economico, ci sono 24 punti percentuali fra Islanda, con l’84,6%, e Italia, con il 61,9%, il livello più basso della regione. Peraltro, come sottolinea il WEF, i dati che compongono l’indice di quest’anno non fotografano ancora appieno gli effetti della pandemia sull’economia.
Un approfondimento su questo tema è stato realizzato dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) che ha voluto indagare la situazione attuale della donna nel settore del caffè, comparto ancora a netta prevalenza maschile. L’indagine è stata condotta su un campione di donne che, dalla finanza al marketing, passando per la formazione e la ricerca e sviluppo, lavorano nelle aziende associate, tra le più importanti imprese del settore dell’espresso italiano. “Abbiamo voluto condurre una breve indagine interna all’Istituto Espresso Italiano (IEI) per cogliere il sentiment delle donne che lavorano nelle nostre aziende”, ha commentato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano. “Se da un lato si evidenzia che il gender gap è un dato di fatto anche nel nostro settore”, ha aggiunto, “dall’altro ci auguriamo che l’industria del caffè possa essere più rapida di altre nel colmare le differenze in questo momento di sua evoluzione a livello globale”.
Dall’inchiesta risulta che negli anni la presenza di figure professionali femminili in posizioni manageriali si è fatta più comune, eppure il gender gap è lontano dall’essere colmato; un dato comune alla quasi totalità delle intervistate è che ci sono ampi margini di miglioramento all’interno della filiera.

Il logo dell’Istituto Espresso Italiano

Secondo il parere delle professioniste interpellate, per affrontare al meglio il divario è necessaria una forte formazione sul caffè e sulla sua intera filiera, unitamente a una preparazione manageriale adeguata. Per tutte quante il caffè è considerato, peraltro, un veicolo per comunicare una cultura e una ritualità; gran parte di loro apprezza in modo particolare il connubio tra tradizione e innovazione oltre che l’idea di artigianalità ancora insita in un settore comunque di matrice industriale. Trait d’union che lega tutte le interviste è, infine, la centralità del ruolo della formazione del consumatore, indicata quale strada da percorrere per la crescita del settore.
La narrazione della storia e delle caratteristiche del prodotto assumono, di conseguenza, un peso di grande rilevanza assieme al potenziamento della coesione di tutti gli anelli della filiera, dal campo alla tazzina.

Clara Ippolito

www.inei.coffee

Credits IEI

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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