OGGIROSA. QUATTRO GIORNI SUL LAGO DI GARDA CON I VINI ROSA ITALIANI

Bardolino, sulla sponda veronese del lago di Garda, si veste di rosa per uno dei primi grandi eventi pubblici del post pandemia dedicati al vino. Dal 18 al 21 giugno, infatti, Villa Carrara Bottagisioospiterà OggiRosa, un evento dedicato ai rosati italiani organizzata da Rosautoctono, l’Istituto per il vino rosa autoctono italiano che raccoglie i Consorzi di tutela del Chiaretto di Bardolino, del Valtènesi, del Cerasuolo d’Abruzzo, del Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, del Salice Salentino Rosato e del Cirò Rosato.

Un calice di Chiaretto di Bardolino

Organizzato in collaborazione con il Comune di Bardolino e la Fondazione Bardolino Top, ospiti d’onore saranno le “nuove” bollicine rosa del Prosecco Rosé, guest star di un grande banco d’assaggio, cui faranno eco, il 21 e il 22 giugno, una serie di webinar sulle denominazioni di origine protette del vino rosa italiano dedicati alla stampa e agli operatori cinesi e americani, questi ultimi guidati dalla giornalista americana Katherine Cole.
Presente anche una sezione dedicata al mondo bio e un’area food, dove si potranno assaggiare alcune classiche ricette veronesi; molte le masterclass gratuite, tra cui quelle dedicate ai vini delle denominazioni di Rosautoctono e al Prosecco Rosé (le prenotazioni all’ingresso dell’area espositiva). Grande spazio sarà dedicato alla musica sia all’Arena di Verona con il suo festival lirico sia all’interno della manifestazione con tanti noti musicisti.

Bere Rosé sul Lago di Garda

OggiRosa è il modo con cui vogliamo celebrare la Giornata del Vino Rosa Italiano, indetta due anni fa da Rosautoctono per il 21 giugno”, ha detto Franco Cristoforetti, alla guida del Consorzio del Chiaretto e del Bardolino; “un invito per tutti gli appassionati di rosé a condividere in quei giorni le proprie degustazioni, a Bardolino o come ovunque in Italia, utilizzando l’hashtag #oggirosa”.

Clara Ippolito

www.consorziobardolino.it

Credits Studio Cru

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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