PRIMO CONSIGLIO DEL CIBO DI ROMA CAPITALE. INTERVISTA A DANIELE DIACO SUL TEMA DELLA FOOD POLICY

Si è tenuto ieri il primo Consiglio del cibo di Roma Capitale, dopo quasi un anno e mezzo dall’approvazione della delibera riguardante la Food Policy, quella che ha l’intento di dare al Comune agricolo più grande d’Italia (e tra i più grandi d’Europa con una superficie agricola totale di 57.948 ettari, pari a circa la metà dei 128.530 ettari totali) un piano strategico sull’agricoltura e l’alimentazione condiviso con la politica. Un consiglio incarnato da una rete di oltre 50 associazioni e personalità del mondo ambientalista, agricolo e accademico che ha gettato le basi per iniziare a ragionare insieme su una politica del cibo a misura dell’Urbe. Il primo firmatario della delibera è stato Daniele Diaco del M5S, Vicepresidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, al quale abbiamo posto qualche domanda a riguardo.

Lei è stato il primo firmatario della delibera riguardante la Food Policy Roma. Bella soddisfazione.
Sì, è stato un lungo percorso partecipato e partecipativo con tante associazioni romane e italiane del settore agroalimentare. Abbiamo costruito insieme questo dispositivo di delibera, facendo anche molte audizioni in Commissione Ambiente e portando avanti, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, questo importante impegno.

Daniele Diaco, Vicepresidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale

Dopo circa due anni di intenso lavoro delle associazioni e delle istituzioni, la Food Policy Roma è finalmente realtà. Quali sono i prossimi passi da fare?
Diciamo che la delibera ha aperto una strada importante sulla Food Policy romana. Bisogna ricordare, infatti, che Roma era un po’ il fanalino di coda, perché l’unica città italiana che contemplava in sé una Food Policy era Milano. Noi della precedente amministrazione con tante associazioni, come per esempio Terra!, abbiamo portato avanti tra l’altro la richiesta di riunire periodicamente il Consiglio del Cibo per discutere delle tematiche di settore e cercare di creare una sinergia dal basso verso l’alto, fra associazionismo e pubblica amministrazione.

I frutti buoni e sani della terra

Quello di ieri è stato un punto di arrivo di un lungo impegno, ma anche un punto di partenza. Si tratta ora di dare un’accelerazione politica concreta a un progetto ambizioso.
Sì, la delibera di iniziativa consiliare, approvata all’unanimità con tutte le forze politiche, è un po’ uno slancio, una spinta propulsiva per dettare delle linee politiche sulla Food Policy. Ovviamente, la delibera ha dei principi, dei cardini portanti, come il km 0, la filiera corta, la produzione di prodotti biologici e biodinamici, la lotta ai pesticidi, il sostegno a tutte le attività agricole giovanili. Il tutto per arrivare poi anche a un’economia circolare interna all’amministrazione, per giungere cioè a lavorare con altri enti, anche internazionali che si occupano di cibo, quali per esempio la Fao. Inoltre, quello che vorrei promuovere con forza è l’educazione alimentare nelle scuole, proponendo dei menu più sostenibili rispetto a quelli offerti oggi, anche vegani. Un percorso da intraprendere per educare i più piccoli a mangiar bene, sano e vario, coinvolgendo anche i genitori attraverso delle campagne di informazione e di conoscenza dei prodotti che Roma produce. Cibi da distribuire nelle mense scolastiche nell’ottica della filiera corta e del km 0.

Ulivi

L’Assessora all’Ambiente e Agricoltura Sabrina Alfonsi ieri, durante la conferenza stampa, ha detto che oggi avrebbe portato in Comune la delibera di adesione di Roma alle Città dell’olio. Lei si occupa da tempo, per esempio, della Tenuta agricola di Castel di Guido che produce olio evo.
Io lavoro su Castel di Guido da oltre dieci anni, da quando ero consigliere municipale. Roma Capitale gestisce, peraltro, oltre a questa anche la Tenuta Del Cavaliere, due luoghi che sono un’immensa risorsa agroalimentare e ambientale. Abbiamo investito con la passata amministrazione nella sua riqualificazione, quando versava in condizioni pessime; si è puntato, nella fattispecie, sulla cura degli ulivi, su una coltivazione biologica e biodinamica, ma anche nella coltivazione di grani antichi da cui è nata una pasta che porta impresso il logo di Roma Capitale. Un modo per far conoscere le peculiarità della nostra grande Città.

Tanti saranno d’ora in poi i tavoli di lavoro del Consiglio del Cibo annunciati ieri, tra cui quello riguardante la ristorazione, intesa come volano del cibo ecologico locale, ma anche la formazione professionale dei cuochi, l’alta qualità delle materie prime e altro ancora. Le sfide che vi aspettano sono molte.
Di sicuro sono sfide che devono essere portate avanti dalla politica, ma con il supporto fondamentale delle associazioni, a cui dobbiamo il fatto di essere arrivati fino a questo punto. Sarà un lavoro condiviso, una sinergia fruttuosa tra la società civile e la politica.

Clara Ippolito

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...