GREED AVIDI DI GELATO

Dario Rossi nella sua gelateria
Dario Rossi nella sua gelateria

Non sempre la parola gelato è sinonimo di genuina bontà. D’altronde è ben noto che la strada del cono e della coppetta è assai impervia, considerato il proliferare negli ultimi anni di prodotti senza patria e senza famiglia. Sarà solo colpa dei semilavorati, delle bustine di coloranti o anche della voglia di farlo facile e di non impegnarsi per dare il meglio alla gente? Tanto – si pensa – comunque è un prodotto che va, specie quando fa caldo. Di sicuro si tratta di un concorso di cause, complici le une delle altre, responsabili di una situazione per colpa della quale troppo a lungo è stata un’impresa trovare un gelato degno di questo nome.
Perciò viva i gelatieri di buona volontà e di grandi capacità come Dario Rossi, che ha fatto dell’arte del freddo una missione, aprendo circa tre lustri fa una gelateria a Frascati, nel cuore dei Castelli Romani. Materie prime biologiche, a km 0 e di altissima qualità: queste le caratteristiche che connotano i suoi gelati gluten free: quelli “classici”, affiancati da una caterva di gusti deliziosamente desueti, ma anche quelli “gastronomici”, con due sezioni senza latte e per vegani.

Gli ingredienti del Gelato alla ricotta di pecora
Gli ingredienti del Gelato alla ricotta di pecora, fiori di zucca e alici di Cetara

Alla base delle sue sapide “creazioni” c’è la cultura: quella gastronomica capitolina ma anche la tradizione vinicola castellana, come dimostrano due esempi quali il Gelato alla Panzanella romana e quello di Crema al Passito Cesanese dell’Azienda Vinicola Federici di Zagarolo, il paese dove Dario è nato.
All’inizio di quest’anno al Sigep di Rimini si è meritato il premio “Miglior Gelato Gastronomico d’Italia”, assegnatogli dal Gambero Rosso: tributo dovuto a un maestro gelatiere che da quel primo gelato fatto in casa dai suoi genitori – 100% naturale, realizzato con ingredienti di prima scelta – ne ha fatta di strada.

Clara Ippolito

www.avididigelato.it

Credits: Dario Rossi

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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