BOCCONCINI DI MAIALE CON L’UVA. FRITTI E ANCORA FRITTI DI NATALE

Bocconcini di maiale con l’uva
Bocconcini di maiale con l’uva

Mangiare degli acini di uva, è risaputo, porta sempre fortuna, ma non è solo questo che ha ispirato la quinta ricetta della nostra serie di fritti. Infatti, c’è di più. Sì, perché la simbologia dell’uva riconduce naturalmente alla vita e alla pace, quindi non può esserci nulla di più adatto da portare in tavola a Natale, il momento sicuramente più celebrativo delle festività di fine anno.
Fuor di metafora religiosa, comunque, questi Bocconcini di maiale con l’uva sono davvero un piatto particolare che coniuga al meglio la nota dolce dell’uva con il sapore deciso della carne suina, unendoli in un sodalizio perfetto e indissolubile. Adatto a ogni tipo di occasione, però, quella delle festività natalizie sembra essere decisamente tra le più indicate per proporre questo piatto: semplice, gustoso e veloce fa, infatti, felici i palati di grandi e piccini.

Uva bianca e nera
Uva bianca e nera

Ingredienti per circa 30 bocconcini

  • 300 g di carne di maiale macinata
  • 100 g di pane secco
  • ½ bicchiere di latte intero
  • 1 uovo
  • 100 g di pangrattato
  • granella fine di nocciole q.b.
  • 15 acini di uva bianca e 15 di nera
  • sale e pepe q.b.
  • olio di semi di girasole alto oleico Strizzaisemi

Preparazione dei Bocconcini di maiale con l’uva

Happy Christmas con gusto
Happy Christmas con gusto

Mettete il pane secco in ammollo nel latte, poi strizzatelo e unitelo alla carne macinata. Mescolate bene, aggiungendo l’uovo; aggiustate di sale e pepe, prendete gli acini di uva uno per volta e avvolgeteli con del macinato condito, facendo una pallina per ciascun chicco. Passatela, poi, nel mix di pangrattato e nocciole tritate fine fine precedentemente preparato. Immergete, infine, i Bocconcini di maiale con l’uva in abbondante olio di semi di girasole alto oleico ben caldo e profondo. Friggetele tutte e servitele subito.

Maria Elena Curzio

Credits: M. E. Curzio

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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