STRUFFOLI, MINI SFERE DI BONTÀ PER UNA DOLCE EPIFANIA

Struffoli per la Befana
Struffoli per la Befana

È una ricetta di origine ellenica, il cui nome deriva dal greco strongulos cioè ‘piccola sfera’; l’abitudine, però, di aromatizzare gli Struffoli con la buccia di limone si deve alle suore di due monasteri napoletani che, nel ‘700, ne rivisitarono la preparazione. A loro fa capo anche l’usanza di disporli a montagnola nel piatto, cosparsi di confettini colorati, di scorzette candite di limoni e mandarini.

Come di rito, ogni famiglia ha la propria ricetta: Maria Elena Curzio, Presidente di Assocuoche, li fa come sua nonna Iolanda, che le diceva portassero pace e allegria. Mentre era in piedi su una sedia, le faceva aggiungere lo zucchero all’impasto; poi, una volta diventata un po’ più alta, le fece formare i cordoncini, per arrivare – ormai grande – a farglieli tagliare a pezzetti. Memorabili le sue scorpacciate di Struffoli fritti, mangiati di nascosto prima che fossero intinti nel miele, ricordo che condivido perché ne sono stata sempre molto ghiotta anch’io. Naturalmente i rimproveri erano d’obbligo, in quanto si temeva che non bastassero: ad ogni modo, non si sa come, pareva che gli struffoli fossero magici, poiché più se ne rubavano, più se ne ritrovavo nel colapasta. Buon fritto e Buona Befana a tutti!

Scorzette d’arancia sugli Struffoli
Scorzette d’arancia sugli Struffoli

Ingredienti

Uova
Uova
  • 1 kg di farina per dolci
  • 60 g di burro
  • una presa di sale
  • 6 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci sciolto in una tazzina di caffè di latte
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 1 bicchiere di cognac
  • 1 kg di miele millefiori
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 limone
  • scorzette di arancia candita
  • confettini colorati (i “riavulilli”)
  • confettini bianchi all’anice (opzionali)
  • buccia di arancia e limone grattugiata

Per friggere

Preparazione degli Struffoli

cognac
Un bicchiere di cognac, profumato ingrediente degli Struffoli

Fate con la farina una fontana su un piano e mettete al centro tutti gli ingredienti; impastate anche il burro che deve essere molto morbido: alla fine il composto deve risultare un po’ più duro di quello degli gnocchi.

Quindi, tagliate la pasta a pezzetti e ricavatene dei cordoncini lunghi, che taglierete ancora a piccoli pezzetti di circa mezza falange: ci sono varie misure nella tradizione, ma quelli di mia nonna Iolanda non erano piccolissimi, perciò io li preparo così. Metteteli, quindi, su una spianatoia cosparsa di farina.

Prendete poi un pentolone di alluminio alto e capiente e riempitelo con circa 3 litri di olio di semi di girasole; quando l’olio sarà caldo, tuffatevi gli struffoli un po’ per volta, perché l’uovo e il lievito tenderanno a creare una schiuma in superficie. Girateli ogni tanto per farli dorare: avranno bisogno di circa un minuto di cottura. Quando saranno color miele, comunque è sicuro che sono pronti; con una schiumarola, a quel punto, toglieteli e metteteli in un colapasta capiente.

In un’altra capace pentola dai bordi alti, scaldate il miele con il cucchiaio di zucchero poi, quando sarà ben caldo, immergetevi gli struffoli, girando con un mestolo di legno.

Infine, facendo molta attenzione a non scottarvi nel versare gli struffoli su un piatto da portata piano, grande e tondo, sistemateli aiutandovi con mezzo limone per formare la classica montagnola: così facendo, l’agrume conferirà al dolce un ulteriore sapore e aroma. Cospargeteli subito con i confettini colorati e, se li trovate, anche con quelli bianchi all’anice. Guarnite con le scorzette di arancia candita.

 

Clara Ippolito e Maria Elena Curzio

Credits: M. E. Curzio

Autore: dicoppaedicoltello

È tutta colpa del Galateo di Giovanni della Casa, se poi sono diventata una giornalista enogastronomica. Quella tesi di laurea, infatti, mi fece da apripista. Mettiamoci pure, poi, che ho scritto parecchio sul linguaggio della tavola per la Treccani, che ho lavorato per il glorioso Paese Sera, per il Gambero Rosso, Horeca Magazine, Saporie.com, Julienne ed Excellence Magazine. E per non farmi mancare nulla sono stata anche caporedattore di Gusto Magazine e poi direttore di Torte. Insomma, per non farla troppo lunga è un po’ di tempo che parlo di cibo e di vino: da quattro anni anche sulle pagine del magazine italo-tedesco Buongiorno Italia e ora sul mio sito DiCoppa&DiColtello.

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